“Ho visto cose che voi umani...” - image  on https://www.web-station.it

“Ho visto cose che voi umani…”


“Ho visto cose che voi umani...” - image  on https://www.web-station.it

Quando l’Intelligenza Artificiale prende il sopravvento (nel marketing)

 

Ormai sapete già tutto delle mie avventure con la Customer Experience (potete leggere l’articolo qui). In questo articolo voglio addentrarmi ancora più nella faccenda, prendendo sempre spunto dalla fantastica casa cosmetica vegan, 100% naturale, ecc ecc. Sì perchè è sul loro sito che ho conosciuto Maya. Maya ha tutte le risposte ai miei quesiti, mi consiglia il prodotto giusto per le mie necessità e mi avverte di promozioni che potrebbero interessarmi. Ci parliamo in chat, ed è sempre disponibile e ricettiva. Ora, io non so se Maya sia vera o meno, non so se a parlare dei suoi capelli neri sia una solerte impiegata o un algoritmo complicato, ma anche se un giorno vorrei approfondire la questione direttamente con lei, il fatto che un’entità virtuale interagisca con i clienti non è certo concetto che ci possa sorprendere, non noi, gli abitanti del futuro divenuto presente.

Quello che fino a pochissimo tempo fa animava i film di fantascienza dello zio Steve (Spielberg) ormai è una realtà e l’Intelligenza Artificiale sta entrando sempre più nelle nostre vite. Calibrati algoritmi gestiscono le nostre ricerche sul web, smartphone vengono sbloccati con il riconoscimento facciale e chatbot ci consigliano gli acquisti.

Basti pensare ad uno dei colossi degli ultimi tempi, che si sta velocemente affermando anche in Italia. Sto parlando di Netflix, che riesce a consigliarci le prossime visioni basate su quelle precedenti. Sebbene possa sembrare una possibilità quasi scontata, la targetizzazione dell’audience è ormai da tempo area di competenza dell’Intellingenza Artificiale, una macchina che riesce a modificare le sue prestazioni in base all’operato di noi consumatori. Questo si traduce nei “consigli per gli acquisti” basati sugli articoli nel nostro carrello online fino alle più complesse esperienze personalizzate, come ad esempio i programmi di allenamento strutturati sulle precise esigenze dell’utente che si evolvono con progressi raggiunti.
E in fondo questo è lo stesso meccanismo usato dai maggiori motori di ricerca. Google, ad esempio, usa una Intelligenza Artificiale per meglio interpretare la “lingua naturale”. Per spiegarla in termini da comuni mortali: sono le stesse recensioni degli utenti che affinano le ricerche degli utenti futuri. Ugualmente, è l’IA a proporci la pubblicità che più si accosta al nostro tenore di vita, alla nostra età, ai nostri interessi e che ci suggerisce il prossimo video interessante su YouTube.

Un uso interessante dell’IA nel marketing è anche quello legato al prezzamento dei prodotti. Con la sconfinata scelta che il web ci propone e gli innumerevoli fattori che possono determinare il prezzo di un determinato prodotto, sembra logica scelta affidare questo aspetto ad un’intricato algoritmo, capace di aggiornarsi automaticamente quando richiesto. Non solo, sempre più spesso sono le macchine a proporre i vari sconti, targetizzando la clientela per avere la massima efficacia.

Quando si parla di IA applicata al marketing, non ci può tralasciare le già citate chatbot. Il mondo del web si sta popolando di tantissime Maya pronte a far fronte ad ogni vostra richiesta. Come sempre Facebook è un precursore in questo campo. A quanto pare il modello “M”, la chatbot di Messenger, potrebbe presto essere assunto dalle diverse aziende senza investire una fortuna in programmatori e facendosi forti del bacino e dell’esperienza del grande Zuckerberg.

Insomma, un mondo a metà fra Black Mirror e Blade Runner sembra ormai appartenere al nostro quotidiano, anche se per ora viene limitato al marketing. Per ora possiamo dormire sonni tranquilli… Forse.

Michela Marocco
Michela Marocco
Adoro le storie, mi piace fruirle e raccontarle per questo cerco di farcire di narrazione qualunque cosa, sul lavoro e non solo. Mi occupo di social media e comunicazione, ritagliandomi sempre un pò di tempo per il cinema e la lettura.
2 comments
  1. “Ho visto cose che voi umani...” - image  on https://www.web-station.it

    Ciao, articolo molto interessante anche se leggermente fuorviante, tutto quello che dice è vero tranne il fatto che NON sono “intelligenze artificiali”. In realtà sono programmi basati su algoritmi che fanno esclusivamente quello per cui sono programmati. L’intelligenza è un’altra cosa.

    Rispondi
    1. “Ho visto cose che voi umani...” - image  on https://www.web-station.it

      Ciao Andrea, grazie per il commento. Diciamo che il termine Intelligenza Artificiale viene utilizzato oggi sempre più spesso e in più ambiti. Noi ad ingegneria abbiamo studiato le reti neurali, i processori quantici e i meccanismi di autoapprendimento. Il punto è che esistono oggi dei software programmati, come sottolineavi giustamente tu, per memorizzare le nostre esperienze di utilizzo della tecnologia e fornire degli output. Molte volte è l’intelligenza naturale umana, quella dei programmatori, che delinea le dinamiche comportamentali della macchina. In altri casi invece, le istruzioni di base fanno sì che i sistemi si autoadattino. L’autoadattamento e l’autoapprendimento sono delle caratteristiche non proprie delle macchine ma delle persone; per questo sempre più spesso si tende ad associare questa caratteristica all’intelligenza artificiale, e l’IA al marketing. In questa veste, il marketing è il miglior ambito di applicazione consumer che l’IA possa avere. Grazie per l’interesse e per l’ottimo spunto. Continua a leggerci e continua a commentare! 🙂

      Rispondi
Write a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.