fbpx

Accessibilità ad Internet per gli utenti disabili: Regole e strumenti

L’importanza dell’accesso dei disabili alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione è stata riconosciuta in due principali documenti internazionali:

  • Nel 1993, le Nazioni Unite hanno concordato le UN Standard Rules on the Equalization of Opportunities for Persons with Disabilities. Nel documento si legge: “Gli stati dovranno sviluppare strategie per rendere i servizi d’informazione e la documentazione accessibile per differenti gruppi di persone con disabilità”.
  • L’8 dicembre 1999, in Europa è partita l’iniziativa eEurope, concordata dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle tecnologie digitali e di assicurare che tutti i cittadini europei siano messi in grado di utilizzarle.

In Italia

Il 9 agosto 2005 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto predisposto da Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, con i requisiti tecnici per dare attuazione alla specifica legge sull’accessibilità alle nuove tecnologie digitali e informatiche. Su iniziativa dello stesso ministro e recependo anche diverse iniziative parlamentari, alla fine del 2003 le Camere hanno approvato all’unanimità le disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, legge 9 gennaio 2004 n. 4, meglio nota come “Legge Stanca”. In particolare, il decreto dispone in modo dettagliato i requisiti che devono avere i siti internet e gli strumenti informatici (pc, ambiente operativo, applicazioni, etc.) per facilitare il loro utilizzo da parte delle persone disabili. Le Amministrazioni pubbliche hanno tempo dodici mesi per provvedere all’adeguamento. A queste disposizioni possono uniformarsi anche i privati. Per facilitare il riconoscimento dell’adeguamento è stato previsto un apposito logo, una sorta “bollino blu di conformità”, con una serie di asterischi che contraddistinguono il diverso livello di qualità del servizio. I privati che intendono aderire alla certificazione di qualità dovranno registrarsi presso il CNIPA-Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione. Il testo completo è disponibile all’indirizzo: www.innovazione.gov.it

Il 17 dicembre 2003 il Parlamento ha definitivamente approvato, all’unanimità, la “Legge Stanca”, che consente ai disabili l’accessibilità alle nuove tecnologie digitali e informatiche, Internet compreso, superando l’attuale divario digitale. Dopo la Camera anche al Senato le forze politiche hanno espresso pieno consenso al provvedimento. “Quella approvata è una legge di grande civiltà e il pieno consenso che si è realizzato su di essa onora il Parlamento”, ha affermato Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie. Lo stesso ministro ha anche sottolineato come questo provvedimento, che riunisce in un disegno di legge governativo diverse proposte di legge parlamentari, “consentirà di abbattere le barriere digitali e creare invece rilevanti opportunità per permettere agli oltre 3 milioni di disabili italiani di poter studiare, lavorare e partecipare attivamente alla vita sociale, senza esclusioni”.

Il 4 aprile 2003 è stato presentato, su iniziativa del ministro Lucio Stanca, un secondo disegno di legge per abbattere le barriere virtuali che i disabili incontrano nell’accesso alla rete. Nel testo si afferma, tra l’altro, che il Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie “valuta, su richiesta dei privati, l’accessibilità dei loro siti Internet o del materiale informatico da loro prodotto o distribuito”. Introducendo così il concetto di “bollino blu”, ovvero la certificazione di accessibilità per i siti internet di aziende private. Questa proposta, una volta approvata, porterà nell’arco di tre anni, secondo quanto ha assicurato il ministro Stanca, all’adeguamento ai principi di accessibilità del 100% dei siti di pubblica utilità.

Il 16 dicembre 2002 a Venezia, in occasione del convegno “Internet un diritto per tutti”, organizzato da IWA/HWG, è stato presentato il disegno di legge d’iniziativa dei deputati Cesare Campa e Antonio Palmieri “Norme per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse info-telematiche pubbliche e di pubblica utilità da parte dei disabili e per favorire la loro integrazione con le nuove tecnologie”.Il disegno di legge riconosce le raccomandazioni del W3C del progetto WAI (Web Accessibility Initiative) e le definisce come obbligo per servizi e risorse info-telematiche pubbliche e di pubblica utilità. Il disegno di legge, come indicato dai due parlamentari, è un punto di partenza per avviare una discussione a livello parlamentare per giungere finalmente a una normativa che conceda il diritto di accesso e partecipazione allo sviluppo del web e dei suoi contenuti a tutti i cittadini.Il testo completo è di sponibile all’indirizzo:http://www.iwa-italy.org/argomento.asp?cat=307

Il 6 gennaio 2002 è nato il sito Aipa (dal 2003 diventato Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, CNIPA, www.cnipa.gov.it) sull’accessibilità. L’Autorità ha dato il via alla realizzazione e gestione del sitowww.pubbliaccesso.it, che vuole costituire un punto di riferimento per le tematiche dell’accessibilità e la condivisione e diffusione delle più interessanti esperienze di realizzazioni accessibili.

Il 19 marzo 2001, nell’ambito di E-government, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale una circolare del Ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini, destinata a tutte le pubbliche amministrazioni. “Il provvedimento – informa il comunicato del ministero della Funzione Pubblica – oltre a dare indicazioni in ordine alla organizzazione e alla usabilità dei siti Web della pubblica amministrazione, contiene puntuali regole per garantire l’accessibilità ai disabili. La circolare è stata elaborata tenendo conto delle indicazioni del World Wide Web Consortium e permetterà, anche agli utenti con handicap, di fruire dei servizi e delle informazioni che le amministrazioni pubbliche erogano sulla rete, eliminando così ogni possibile forma di emarginazione. Con questo provvedimento il governo italiano compie un passo importante per agevolare ulteriormente il dialogo tra l’amministrazione e i cittadini. La circolare prosegue il processo di informatizzazione come vo lano per lo sviluppo, l’ammodernamento e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, delineato dal piano per l’e-government. La previsione di stanadard tecnici di accessibilità dimostra come un adeguato uso di internet e dell’informatica possa ridurre le diseguaglianze garantendo a tutti pari opportunità, anche nei rapporti con la pubblica amministrazione. L’emanazione della circolare pone l’Italia tra i Paesi che per primi in Europa e nel mondo hanno adottato misure tecniche puntuali tese a garantire un uso democratico delle nuove tecnologie rendendole alla portata di tutti”.

L’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione (l’AIPA) ha costituito, nel luglio del 2000, un gruppo di lavoro su Accessibilità
e tecnologie informatiche nella pubblica amministrazione, dedicato alla raccolta delle esperienze e dei contributi di soggetti impegnati in questi temi. Ha quindi deciso di portare avanti un progetto con l’obiettivo di seguire costantemente tutta la problematica dell’alta accessibilità.Tra i punti principali: l’adeguamento del sito dell’Autorità (www.aipa.it), un modello di sito Internet completamente accessibile ai disabili; l’inserimento, nei programmi di formazione per specialisti condotti dall’Autorità, di contenuti dedicati all’accessibilità per i cittadini disabili e per i dipendenti pubblici disabili; la valutazione dell’adeguatezza di studi di fattibilità, progetti, realizzazioni, verifiche e monitoraggi di sistemi informatici della Pubblica Amministrazione in termini di accessibilità; l’associazione dell’AIPA al World Wide Web Consortium. Infine un contributo a elaborare normative sull’accessibilità, oggetto anche di progetti di legge in Parlamento, per qualunque tipologia di disabilità (accessibilità universale).

In Europa

La Commissione Europea ha avviato eEurope – Una società dell’informazione per tutti.

Gli obiettivi del progetto sono:

1) portare ogni cittadino, abitazione, scuola, impresa, amministrazione nella Società dell’Informazione e on-line;

2) creare un’Europa digitalmente alfabetizzata e sostenuta da una cultura imprenditoriale disposta a finanziare nuove idee;

3) far sì che tutto il processo sia socialmente inclusivo, conquisti la fiducia dei consumatori e rafforzi la coesione sociale.

L’iniziativa è stata presentata l’8 dicembre 1999, dopo essere stata adottata dalla Commissione Europea, per accelerare l’affermazione delle tecnologie digitali nell’Unione Europea e di assicurare che tutti i cittadini siano in possesso degli strumenti per utilizzarle.

Una delle aree prioritarie è la partecipazione delle persone disabili nella Società dell’Informazione. Gli obiettivi prefissati sono questi:

  • Entro la fine del 2000 la Commissione europea e gli Stati membri hanno dovuto riesaminare la legislazione e i programmi di elaborazione di norme legate alla Società dell’Informazione, per garantire la conformità ai principi di accessibilità e accelerare il processo di normalizzazione.
  • Entro la fine del 2001 la Commissione europea e gli Stati membri avrebbero dovuto rendere accessibili ai disabili la struttura e il contenuto di tutti i siti Web pubblici. La scadenza è stata poi spostata alla fine del 2003.
  • Nel corso del 2002 la Commissione europea ha appoggiato la creazione di una rete di centri di eccellenza, almeno uno in ciascuno Stato membro, con il compito di sviluppare un corso di studi europeo di progettazione per tutti, destinato alla formazione dei progettisti e degli ingegneri.

Le istituzioni europee e gli Stati membri dovrebbero applicare le linee direttrici del World Wide Web Consortium in modo da rendere accessibili ai disabili sia la configurazione, sia i contenuti di tutti i siti pubblici.

Nel mondo

Australia: dal primo dicembre 2002 tutti i nuovi siti internet devono seguire le norme e le indicazioni del W3C. Un apposito organismo, la Human rights and equal oppurtunity commission, ha la funzione di controllare l’applicazione delle norme.

Canada: nel maggio 2000 il Governo stabilisce che tutti i siti governativi e quelli delle organizzazioni federali si devono adeguare al livello 1 e 2 del W3C, entro il 31 dicembre 2002. L’organo garante è il Governo.

Giappone: si occupa di web e alta accessibilità dal 1999. Entro il 2000 tutti i siti internet dei ministeri e del settore pubblico si sono adeguati alle norme W3C.

Stati Uniti: oltre alle norme del W3C vengono seguiti anche gli Electronic and information technology accessibility standard (in gergo Sction 508). Entro il 21 giugno 2002 si sono dovuti adeguare alle norme tutti i siti internet di pubblica utilità.

Gli strumenti

Il World Wide Web Consortium

Il World Wide Web Consortium, o W3C, è l’organo che stabilisce le regole costruttive delle pagine Internet. Ha varato standard e suggerimenti per ampliare le possibilità di accesso di siti per le pubbliche amministrazioni e le istituzioni di tutto il mondo. In Italia il sito della Camera dei Deputati (http://www.camera.it) è stato uno dei primi a utilizzare le nuove tecnologie per permettere a non vedenti o ipovedenti la lettura dei testi pubblicati.

Le linee guida del Web Consortium spiegano come rendere contenuti Web accessibili a persone disabili, pensate sia per gli sviluppatori di contenuti Web (autori di pagine Web e creatori di siti Web) sia per gli sviluppatori di strumenti di lettura.

In inglese

http://www.w3.org/wai

Il WC3 ha un sistema di validazione per le pagine Web, disponibile all’indirizzo http://validator.w3.org/

Le regole del World Wide Web Consortium sono tradotte in italiano sul sitohttp://www.aib.it/aib/cwai/WAI-trad.htm

Fonte: Segretariato Sociale RAI

Avatar
Luca Napolitano
Innamorato delle emozioni, indomabile viaggiatore, adoro le storie, la scoperta e l’avventura. Non meno la concretezza e la risolutezza. Osservo e studio i mercati, i cambiamenti e le tendenze, indispensabile attività per offrire ai clienti consulenze di marketing che li aiutino a emergere, a vendere e a fidelizzare. Risultati è la mia parola d’ordine.
Write a Comment